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𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟕. (Leggi qui) 👇
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027, una manovra salita a 26 miliardi di euro per il 2027 e 27 per il 2028: trattandosi di un disegno di legge, il testo dovrà essere approvato in via definitiva dal Parlamento entro il 31.12.2026 e può ancora essere modificato. Il via libera è arrivato nella seduta del 28.10.2026. Il tratto più rilevante per la pratica professionale è la natura quasi interamente temporanea degli interventi fiscali, limitati al solo 2027 e destinati a richiedere, per essere confermati, risorse aggiuntive stimate in almeno 6 miliardi a carico della prossima legislatura.
Sul fronte Irpef, il secondo scaglione, tassato al 33%, viene esteso dagli attuali 50.000 a 55.000 euro di reddito, facendo scattare l’aliquota del 43% solo oltre questa soglia: il risparmio cresce progressivamente fino a un massimo di 500 euro annui, con una platea potenziale di circa 3,3 milioni di contribuenti, coperta per oltre metà dall’addizionale Ires del 3% a carico di banche e assicurazioni, che porta la loro aliquota complessiva, rispettivamente, al 30,5% e al 27%.
Per le partite Iva, la soglia di ricavi o compensi per il regime forfetario sale da 85.000 a 100.000 euro ai fini delle imposte dirette, ma solo all’esito del raccordo con la disciplina unionale: ai fini Iva il limite resta fissato a 85.000 euro, creando un doppio binario per cui, tra 85.000 e 100.000 euro, si continua a fruire della tassazione forfetaria pur applicando l’imposta sul valore aggiunto.
Sul fronte immobiliare, la cedolare secca sui canoni concordati scende dal 10% al 5%, con aliquota ridotta all’1% se il conduttore ha meno di 35 anni, mentre la cedolare viene estesa anche agli immobili commerciali. Restano confermate per il 2027 le detrazioni ordinarie per le ristrutturazioni edilizie nell’attuale assetto, 50% sull’abitazione principale e 36% sulle altre unità, scongiurando il taglio altrimenti previsto dal 1.01.2027, e viene prorogato di un anno anche il bonus mobili; resta invece in sospeso, legato all’esito del negoziato con la Commissione Europea sulla clausola di salvaguardia nazionale, l’eventuale ripristino dell’ecobonus al 65%.
Sul fronte imprese, si rafforza il credito d’imposta per gli investimenti nella Zes unica, si prorogano al 31.12.2027 gli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne, giovani e lavoratori nelle zone economiche speciali, si introduce, per il 2027, una maggiorazione del costo ammesso in deduzione in presenza di nuove assunzioni, pari all’80% per le lavoratrici madri e al 40% per i giovani under 36, e si proroga al 1.07.2027 la sospensione di plastic tax e sugar tax, con nuove risorse per l’efficientamento energetico di scuole, università e ospedali e per il cloud computing. Si conferma inoltre l’iperammortamento fino al 2028, con un nuovo credito d’imposta per il software, e si rafforza l’energy release per le imprese energivore, esteso anche alle PMI con 1 miliardo di euro. Si riaffaccia la rivalutazione dei beni d’impresa, con assegnazione e cessione agevolata ai soci, imposta sostitutiva all’8% (10,5% per le società di comodo), ed estromissione agevolata degli immobili d’impresa, sulle scadenze previste per il 2026. Diventa strutturale l’esenzione del bollo auto per veicoli fino a 80 kW e motocicli.
Sul versante del welfare, cresce il fondo sanitario nazionale, arriva un buono una tantum di 300 euro per gli over 75 con pensione fino a 28.000 euro, diventa strutturale il bonus mamme esteso anche alle lavoratrici autonome, e un fondo da 850 milioni finanzia la flessibilità in uscita, con ipotesi di pensionamento a 64 anni. Per i lavoratori dipendenti più giovani è prevista, per il solo 2027, un’imposta sostitutiva dell’1% sugli incrementi retributivi, entro specifici limiti di reddito e importo, mentre il limite di esenzione dei fringe benefit sale a 2.000 euro per gli under 30.
Restano circoscritte al solo 2027 gran parte delle misure descritte, mentre la soglia Iva del forfetario e il ritorno dell’ecobonus potenziato rimangono condizionati al via libera di Bruxelles.
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𝐅𝐨𝐫𝐟𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐚 𝟏𝟎𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐞 𝟐° 𝐬𝐜𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐈𝐫𝐩𝐞𝐟 𝐚 𝟓𝟓.𝟎𝟎𝟎. (Leggi qui) 👇
Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede limitatamente all'anno 2027 l'allargamento del 2° scaglione Irpef con aliquota del 33% dall'attuale soglia di 50.000 euro a 55.000 euro. Per il regime forfetario è programmato il rialzo del tetto di ricavi o compensi da 85.000 a 100.000 euro; nella fascia compresa tra 85.000 e 100.000 euro si renderà tuttavia necessaria l'applicazione dell'Iva in fattura con tutti gli adempimenti correlati.
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𝐅𝐨𝐫𝐟𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟗. (Leggi qui) 👇
Per il periodo d'imposta 2020, l'Agenzia delle Entrate sta notificando avvisi di disconoscimento del regime forfetario ai contribuenti che nel 2019 risultavano titolari di partecipazioni in società di persone, associazioni o imprese familiari senza aver eliminato la causa ostativa entro il termine di legge. Il reddito dell'anno viene pertanto assoggettato all'Irpef progressiva con le relative addizionali, con contestuale richiesta dell'Iva sulle operazioni attive; alle maggiori imposte si sommano le sanzioni per dichiarazione infedele, omessa dichiarazione Iva e mancata fatturazione. Questo filone di accertamento si affianca alle verifiche già avviate sullo splafonamento del limite di ricavi e compensi, basate su certificazioni uniche e dati finanziari, e agli schemi d'atto trasmessi ai contribuenti forfetari che non hanno versato l'Iva sugli acquisti intracomunitari.
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𝐄𝐝𝐢𝐜𝐨𝐥𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐞: 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟒.𝟏𝟏.𝟐𝟎𝟐𝟔. (Leggi qui) 👇
Prende forma il nuovo intervento a favore delle edicole. Con il provvedimento del 13.10.2026, il Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha fissato i requisiti e le modalità di accesso ai contributi disciplinati dall’art. 1 D.P.C.M. 30.07.2026, nell’ambito delle misure per l’editoria riferite al 2026. Il provvedimento risulta in corso di registrazione presso la Corte dei conti.
Sostegno alle spese di gestione - La misura principale dispone di uno stanziamento complessivo di 9 milioni di euro e prevede un contributo determinato nella misura dell’80% delle spese sostenute nel 2025, fino a un massimo di 4.500 euro. L’agevolazione viene riconosciuta nel rispetto del regime “de minimis”. Il riferimento temporale per i costi è quindi il 2025, mentre la presentazione delle istanze si colloca nel 2026.
Il perimetro delle uscite ammesse comprende Imu, Tasi, Cup e Tari, oltre ai canoni di locazione dei locali utilizzati per l’attività. Rientrano inoltre i costi per l’energia elettrica, i servizi telefonici e il collegamento a Internet. Il contributo interessa così diverse voci connesse al funzionamento del punto vendita, dalle spese relative agli immobili alle utenze.
Sono agevolabili anche l’acquisto o il noleggio di registratori di cassa, registratori telematici e dispositivi POS. A queste voci si aggiungono le altre spese destinate alla trasformazione digitale e all’ammodernamento tecnologico dell’attività. Completano l’elenco gli oneri per i contratti assicurativi riferiti all’esercizio e i servizi di assistenza contabile e fiscale. Le spese sono considerate al netto dell’Iva, ove prevista.
Incrementi per aperture e nuove attività - La disciplina contempla maggiorazioni del contributo, senza superare il tetto di 4.500 euro. Un incremento del 10% è previsto per gli edicolanti che nel 2025 abbiano assicurato l’apertura domenicale per almeno la metà delle domeniche comprese nel periodo di apertura dell’attività. Il parametro non riguarda dunque indistintamente tutte le domeniche dell’anno, ma quelle ricadenti nel periodo di effettiva apertura.
La maggiorazione è invece del 20% per chi abbia avviato un nuovo punto vendita esclusivo oppure rilevato un’attività di rivendita già esistente. Anche in questa ipotesi resta fermo l’importo massimo previsto per il contributo: l’incremento non consente di oltrepassare la soglia di 4.500 euro.
Contributo per il recapito a domicilio - Accanto al sostegno per i costi dell’attività è previsto un ulteriore contributo, fino a 500 euro, per gli edicolanti che nel 2025 abbiano effettuato consegne a domicilio di quotidiani e periodici. Le consegne devono essere documentabili. A questa specifica misura è destinata una dotazione complessiva di un milione di euro, distinta dai 9 milioni riservati al contributo sulle spese.
Calendario delle domande - Le istanze dovranno essere presentate al Dipartimento per l’informazione e l’editoria a partire dalle ore 10:00 del 24.11.2026. Il termine finale è fissato alle ore 17:00 del 22.12.2026. La finestra temporale riguarda quindi le richieste relative alle misure descritte, basate sulle spese e sulle attività riferite al 2025.
Resta in preparazione il provvedimento attuativo per il sostegno ai punti vendita non prevalenti di quotidiani e periodici, previsto dall’art. 2 del medesimo D.P.C.M. Si tratta di una misura distinta da quella disciplinata dal provvedimento del 13.10.2026.
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𝐔𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐂𝐏𝐁 𝟐𝟎𝟐𝟔-𝟐𝟎𝟐𝟕 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟐.𝟏𝟏. (Leggi qui) 👇
Con l'avvicinarsi della scadenza per la trasmissione dei modelli Redditi fissata al 2.11.2026, sono ancora in corso le valutazioni finali sull'opportunità di aderire al concordato preventivo biennale 2026-2027. Le verifiche riguardano anche il possibile accesso al ravvedimento speciale per i periodi d'imposta 2020-2023, il meccanismo di "all in - all out" per gli studi associati e le società tra professionisti, i contribuenti forfetari che hanno superato la soglia di 100.000 euro di ricavi e compensi e l'eventuale presenza di operazioni straordinarie. L'accesso al concordato si perfeziona con la trasmissione del modello Cpb e non sono previste ulteriori proroghe: una volta decorso il termine del 2.11.2026, nessuna revoca può produrre effetti e la remissione in bonis non è in alcun modo utilizzabile a tal fine.
𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata
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𝐂𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐝’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨: 𝐚𝐥 𝐯𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. (Leggi qui) 👇
Nuovo codice tributo “7078” per utilizzare in compensazione il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che acquistano prodotti ed imballaggi ecosostenibili. La novità arriva dall’Agenzia delle Entrate che, con la risoluzione 16.10.2026, n. 36/E, ha istituito il codice necessario per fruire del credito in compensazione mediante modello F24. Trattasi di un’agevolazione che punta a incentivare l’impiego di materiali riciclati e a favorire la riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi.
L’art. 1, c. 686 L. 197/2022 (legge di Bilancio 2023) ha previsto un credito d’imposta pari al 36% delle spese sostenute negli anni 2023 e 2024 per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero, fino a un importo massimo annuale di 20.000 euro per ogni impresa beneficiaria, nel limite complessivo di 5 milioni di euro per ciascuna annualità. Le modalità applicative sono state definite dal D.M. 2.04.2024, pubblicato nella G.U. 21.05.2024, n. 117. Tale decreto ha disciplinato i criteri di accesso all’incentivo e le modalità di fruizione dello stesso.
Nello specifico, rientrano nell’incentivo le spese sostenute per l’acquisto di prodotti realizzati con plastica riciclata proveniente dalla raccolta differenziata o da circuiti post-consumo, nonché di imballaggi primari e secondari biodegradabili e compostabili conformi alla norma UNI EN 13432:2002, compresi quelli in carta, cartone e legno non impregnato, con le esclusioni previste dalla normativa. Rientrano inoltre gli imballaggi derivanti dalla raccolta differenziata di carta, alluminio e vetro. I prodotti devono rispettare specifici requisiti tecnici e di certificazione, mentre le spese devono essere attestate da un revisore legale o da un altro professionista abilitato, secondo quanto previsto dal decreto.
Per accedere all’agevolazione i soggetti interessati dovevano presentare apposita domanda online tramite il sito di Invitalia; ricevute le domande, il Ministero ha trasmesso all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie con l’indicazione dell’importo del credito d’imposta concesso. Pertanto, a oggi, ciascun beneficiario può visualizzare l’ammontare dell’agevolazione, come comunicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, tramite il proprio Cassetto fiscale, accessibile dall’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
Si ricorda, infine, che il codice tributo 7078 va utilizzato esclusivamente in compensazione, secondo quanto previsto dall’art. 17 D.Lgs. 241/1997: al pari degli altri crediti d’imposta, il modello F24 dovrà essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione. In fase di compilazione, il codice andrà esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”.
Qualora sia necessario restituire l’agevolazione, deve invece essere utilizzata la colonna “importi a debito versati”. Nel campo “anno di riferimento” occorre indicare, nel formato AAAA, l’anno in cui è stata sostenuta la spesa, come riportato nel cassetto fiscale.
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